Confsal Sardegna

CONFEDERAZIONE
GENERALE DEI SINDACATI
AUTONOMI DEI LAVORATORI

Primo maggio

Un saluto prima di tutto ai lavoratori, specialmente a coloro che, in questo periodo di crisi, temono di perdere il lavoro o sono in crisi per chiusura delle attività lavorative, hanno difficoltà finanziarie e, naturalmente , un particolare saluto a chi in questo periodo lavora per contrastare la malattia negli ospedali, negli ospizi o seguendo i pazienti a domicilio. Il Covin19 ci obbliga ad incontrarci con questi mezzi messi a disposizione del sindacato. Diciamo pure che non è piacevole non poterci incontrare, non poter scambiare pareri in piazza sulle problematiche del lavoro, di non poter incontrare le varie federazioni della grande famiglia Confsal, come è avvenuto lo scorso anno. La Confsal nell’Isola è presente in tutti i comparti e partecipa attivamente con i suoi rappresentanti alle commissioni sul lavoro della Regione. In questo periodo la Confsal ha ricevuto moltissime consultazioni sindacali e ha firmato decine di verbali per la cassa integrazione, a dimostrazione della sua presenza nel territorio. Benché chiusi in casa, per sfuggire dall’aggressione del virus, non abbiamo mai smesso la nostra attività di sindacalisti. L’emergenza Coronavirus rischia di avere un impatto devastante sull’economia dell'Isola, ancora maggiore rispetto al del resto d’Italia. In Sardegna la patologia, pur essendo stata contenuta in campo sanitario, almeno fin ora, ha messo in crisi il debole apparato industriale. La nostra speranza è che si spengano definitivamente i vari focolai ancora presenti. Il quadro delle prime settimane del 2020, risulta penalizzate in tutti i settori: trasporti - 88%, servizi immobiliari -90%, istruzione -85%, attività artistiche -92%, non parliamo del settore alberghiero e ristorazione che senza dubbio vanno peggio di tutti gli altri settori. La crisi sanitaria ha infatti completamente arrestato i flussi turistici, dopo la chiusura di porti e aeroporti dell'Isola. Non è un caso dunque che il maggior numero dei posti di lavoro in meno sia concentrato nei centri per l'impiego di Olbia, capitale del turismo isolano dove si registrano migliaia in meno di assunzioni. In particolare riguarda tutta la Gallura costiera, in gran parte legato alla chiusura di hotel e ristoranti. Segue Cagliari con lo stesso risultato di mancate assunzioni. Secondo le previsioni del Centro Studi della CNA Sardegna, nonostante la regione sia stata colpita dall’epidemia in misura meno grave, soprattutto rispetto alle regioni del nord - le conseguenze del lockdown e della riduzione della domanda nella fase di ripartenza lasceranno il segno: "l’economia sarda nel 2020 rischia di vedere andare in fumo almeno 4 miliardi di euro.". Secondo l'analisi del centro studi , l’Isola infatti, per via di una serie di vulnerabilità strutturali della sua economia (tra cui, il più alto peso del settore turistico, l’elevata quota di lavoratori precari, una maggiore esposizione al rischio liquidità per le imprese, un settore delle costruzioni più vulnerabile, l’altissima quota di export nel settore petrolifero), nel 2020 potrebbe sperimentare una recessione superiore sia a quella nazionale, sia a quella delle regioni del Sud. Analizzando l’impatto sulle diverse componenti del Pil - ovvero spesa finale di famiglie, residenti e non residenti (e quindi turisti), spesa della P.A. (tra cui sanità, scuole e protezione sociale), investimenti (macchinari e costruzioni), import ed export - il risultato è che nel primo caso (due mesi di stop economico e distanziamento sociale) il Pil regionale potrebbe crollare nel 2020 di oltre il -16% . Si tratta di un risultato peggiore sia rispetto al Pil nazionale, sia rispetto al Mezzogiorno . "La maggior parte dei lavoratori attualmente bloccati in Sardegna è composta da dipendenti con contratti a termine o partite Iva senza dipendenti , la componente più fragile e più esposta al rischio di perdita del lavoro o disagio economico . Nell'isola si registra la quota più elevata tra le regioni italiane di crediti deteriorati gestiti dalle banche regionali (il 29,4%, contro una media nazionale del 18% e del 24% al Sud): si rischia una più preoccupante restrizione del mercato del credito". In questa situazione drammatica il sindacato ha il compito di stare sempre più vicino all’operaio, di pungolare le amministrazioni in particolare la regione ad incentivare lavori pubblici che servano da traino per l’economia e ad aiutare, anche con finanziamenti mirati, le imprese perché si riprendano in tempi brevi e assumano operai. Nella speranza che termini velocemente questa pandemia per riprendere, specialmente nei settori trainanti, in particolare nel turismo. Un affettuoso saluto a tutti buon primo maggio con la speranza di essere presto liberi del Coronavirus

Agos Ducato - Duttilo

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